Il cucinino

Ampio cucinino senza tavolino e separato dalla sala da pranzo

Il cucinino è un retaggio antico e non rispecchia più le esigenze ed il modo di concepire la casa e la cucina che abbiamo oggi.

Un tempo esistevano le cucine abitabili, ampi spazi, dedicati non solo alla preparazione dei cibi, ma anche allo svolgersi di molteplici attività quotidiane, dal disbrigo di faccende domestiche a luogo deputato allo svolgimento dei compiti dei bambini: in tutti i casi erano forse il luogo di maggior aggregazione della casa, anche perché in genere era possibile posizionarvi un tavolo abbastanza grande da poterci radunare attorno tutti i membri della famiglia, per cenare assieme discorrendo sull’andamento della propria giornata.

Una volta, dunque, la cucina era il luogo più caldo ed accogliente di ogni abitazione, quello all’interno del quale non ci si poteva non sentire amati, coccolati e “a casa propria”; il regno indiscusso di mamme e nonne, da cui quotidianamente si sprigionavano odori inconfondibili e profumi provenienti dalle soffici torte e dai prelibati manicaretti appena sfornati.

Oggi purtroppo sono sempre meno le mamme che possono dedicarsi esclusivamente all’arte culinaria e nelle case moderne la cucina, intesa come locale a sé stante, sempre più spesso viene completamente a mancare sostituita da un più compatto e funzionale angolo cottura, che fa il suo ingresso di prepotenza nel living, unendo così due funzioni un tempo distinte.

È indubbiamente un segno dei tempi che cambiano, che dipende però non solo da un mutato stile di vita delle famiglie, ma anche dalla effettiva mancanza di spazi che caratterizza inequivocabilmente le abitazioni moderne e che costringe ad ingegnarsi sempre più, per riuscire a trovare arredi sempre più compatti, trasformabili e multifunzione, capaci di adattarsi alle esigenze del momento, in modo da avere comunque tutto quanto possa servire, anche con molti metri quadri meno a propria disposizione!

Cucinino moderno

In tutto ciò vi è stato un momento di transizione, più o meno coincidente con gli anni ‘50-‘70 del secolo scorso, che, nel passaggio dalla grande cucina abitabile all’angolo cottura, ha visto la comparsa del cosiddetto “cucinino” o “cucinotto” che dir si voglia, una soluzione intermedia tra le due appena descritte, che permetteva comunque di distinguere chiaramente l’area dedicata al pranzo ed all’accoglienza degli ospiti (che veniva però a coincidere anche con lo spazio più intimo di aggregazione della famiglia) da quella, ritenuta più di “servizio”, della cucina vera e propria, esclusivamente votata alla preparazione dei cibi.

Si trattava dunque di locali piccoli, o meglio, grandi appena quanto bastava per potervi inserire tutti gli elementi davvero indispensabili, quelli che al tempo caratterizzavano inequivocabilmente una cucina; a conti fatti però tra le dotazioni odierne e quelle di cinquant’anni fa vi è una bella differenza, per cui non è per nulla detto che questo spazio oggi sia ancora sufficiente ad ospitare ciò che ora riteniamo irrinunciabile.

Un esempio su tutti è la lavastoviglie: nel 2014 davvero nessuno è disposto a farne a meno ma un tempo non ci si pensava neppure, così come il caffè si preparava con la moka e non era necessario avere a disposizione una macchina apposita (magari a cialde e di design!) e del forno a microonde neppure si poteva immaginare l’esistenza, per non parlare dei robot che cucinano al posto nostro, della macchina del pane, di quella che affetta e trita le verdure e di quant’altro oggi possa invece renderci più semplice la vita in cucina!

In generale i cucini venivano ricavati da ambienti di risulta ed erano caratterizzati da metrature piuttosto piccole dai 4 ai 6-7 mq circa, spesso presentavano pianta irregolare, oppure in molti casi si trattava di locali pressoché quadrati, attrezzati con una configurazione ad L o ad U, o molto lunghi e stretti, dotati dunque di una composizione cucina rigorosamente in linea: in tutti i modi la presenza di un tavolo e delle sedie di certo non era contemplata!

Trattandosi di ambienti specificatamente dedicati alla preparazione dei cibi i cucinotti venivano sempre collocati in modo tale da avere uno sbocco esterno, che poteva semplicemente essere una finestra, anche se non di rado si aveva una portafinestra dalla quale si accedeva ad un piccolo terrazzino, mentre, verso l’abitazione, confinavano sempre con la sala da pranzo (o con il tinello di una volta), a cui avevano accesso per lo più diretto, in modo da rendere agevole servire a tavola, apparecchiare e sparecchiare.

Un tempo l’esigenza era quella di nascondere dalla vista chi cucinava e l’area “di servizio” destinata a farlo, in modo tale che fosse in qualche modo possibile confinare anche gli odori troppo forti e poco piacevoli che spesso possono venirsi a creare in cucina (si pensi ad esempio a quando si frigge!).

Tutto l’opposto di quanto non accade oggi, che sempre con maggior frequenza si sceglie di unire la cucina alla zona pranzo  e persino al living, creando un ampio ambiente unico in cui cucinare tranquillamente mentre si discorre con gli amici, che abbiamo fatto accomodare sul divano o tenendo sott’occhio i figli che guardano la tv, anche quando magari ci sarebbe tranquillamente la possibilità di creare ambienti separati per le diverse funzioni.

Ampio cucinino veccho stile

Il cucinino dunque è un retaggio antico e non rispecchia più le esigenze ed il modo di concepire la casa e la cucina che abbiamo oggi, ma ancora adesso in moltissimi appartamenti, ovviamente la cui costruzione risale ad una quarantina o cinquantina d’anni or sono (e specie nelle grandi città sono davvero molti!), è possibile trovare ambienti di questo tipo, che in taluni casi con il tempo sono stati modificati o adibiti a funzioni differenti, ma in molti altri sono ancora rimasti com’erano ed ad uso cucina.

Che fare allora qualora la casa che ci accingiamo a comprare sia dotata di cucinino? Le soluzioni percorribili sono essenzialmente tre, ma per decidere quale sia quella che maggiormente fa al caso nostro dovremo innanzitutto capire se desideriamo realizzare delle opere di ristrutturazione ed in che misura vogliamo farlo.

Se in quest’”impresa” della ristrutturazione siamo disposti a coinvolgere tutti gli ambienti e a cambiare, anche in maniera piuttosto radicale, l’assetto dell’intera casa, potremo allora trovare la soluzione a noi più congeniale senza troppi problemi: potremo riplasmare l’intera abitazione secondo criteri più attuali ed in base alle nostre esigenze, demolendo le esistenti tramezze e costruendone di nuove, realizzando una camera in più o in meno, così come magari potremo recuperare lo spazio necessario per un secondo bagno, sempre ovviamente nel massimo rispetto delle murature portanti e dei pilastri, che in nessun caso potranno essere toccati ed anche considerando la posizione degli scarichi esistenti, che ovviamente tale rimarrà!

Se inveceda un lato i fondi scarseggiano e dall’altro non si desiderano fare grandi stravolgimenti, magari anche perché dell’ampiezza e della disposizione di tutti gli altri locali siamo assolutamente soddisfatti, allora potremo intervenire semplicementeabbattendo i muri che confinano il cucinino e creando un ambiente, decisamente meno claustrofobico dell’originario, che formi un tutt’uno con la sala da pranzo ed eventualmente anche con il soggiorno.

L’ideale in questo caso sarebbe uniformare la pavimentazione, ma se questo non è possibile si può utilizzare l’escamotage di realizzare l’angolo cottura in posizione rialzata rispetto al resto, facendo costruire una pedana / gradone con finitura diversa dal resto; inoltre è possibile anche creare una sorta di separazione tra la zona destinata a cucinare ed lo spazio rimanente, inserendo un bancone con degli sgabelli, che funga da elemento chiave e di passaggio tra l’area più di servizio e quella dedicata all’accoglienza.

Il cucinino con isola

L’ultima alternativa è quella di intervenire molto più semplicemente, lasciando tutti i muri al loro posto e riorganizzando la cucinalì dove è sempre stata, ma utilizzando arredi più moderni compatti e funzionali e magari scegliendo un rivestimento ed una pavimentazione che anche da un punto visivo aiutino a dare la sensazione di poter disporre di maggior spazio rispetto a quello che effettivamente si ha.

In questo caso è importantissimo anche scegliere per le ante della cucina materiali, finiture e colorazioni molto chiare e luminose: perfetti dunque colori chiari e brillanti, ma soprattutto il laccato lucido bianco ed anche l’impiego del vetro. Sempre senza modificare sostanzialmente la pianta della propria casa, ma eventualmente, al limite, cambiando la posizione delle porte d’accesso ai vari locali, è anche possibile qualora nel living ci sia spazio a sufficienza inserire qui un angolo cottura e pensare di adibire l’originario cucinino ad un’altra funzione: potrebbe trattarsi di un piccolo studio collegato alla zona giorno, piuttosto che di un secondo bagno, di una lavanderia, di una piccola sala giochi per i bambini o quant’altro risulti più congeniale rispetto alle nostre esigenze!

Se non riuscite a trovare il bandolo della matassa e ritenete che sia davvero impossibile riuscire a trovare la soluzione perfetta per rendere più fruibile il vostro cucinino il consiglio è quello di provare ad interpellare un architetto, che avendo l’occhio esperto ed allenato di certo saprà fornirvi spunti interessanti, proponendovi più di una soluzione calibrata sulle vostre richieste e dandovi l’idea precisa di come potrebbe essere il tutto una volta effettuati di lavori, attraverso realistici disegni tridimensionali!