Come disporre la cucina in base alle dimensioni della stanza.

Disegno della cucina

La cucina, regno indiscusso delle donne e degli amanti del gusto ed del buon cibo, specie di quelli che desiderano cimentarsi e dilettarsi tra pentole e fornelli a creare e sperimentare ricette sempre nuove, è, a dispetto di quanto si possa pensare, uno degli ambienti domestici che prevede una maggior attenzione in fase di progettazione.

Ciascuno di noi, se pensa alla cucina dei suoi sogni, focalizza l’attenzione in particolare su un genere stilistico: c’è ad esempio chi più di ogni altra cosa desidererebbe poter avere un’ampia cucina in stile classico o country realizzata in muratura e legno massello e chi, al contrario, ambirebbe ad una soluzione ipertecnologica e moderna, caratterizzata da elettrodomestici di ultimissima generazione e mobili dalle linee e geometrie essenziali, pulite e rigorose, con superfici brillanti, lucide e magari molto colorate; in genere solo in seconda battuta ci si scopre a pensare a come la si vorrebbe strutturata ed organizzata.

In realtà, mai come in nessun alto locale la razionalizzazione delle funzioni e degli spazi è così essenziale come in cucina, per cui non basta optare per un ben determinato stile, caratterizzato da particolari materiali, finiture e colorazioni e neppure è sufficiente capire quale sia la conformazione che maggiormente si addice alle nostre esigenze ed ai nostri spazi, ma è assolutamente indispensabile tener conto del rapporto reciproco che si insatura tra le diverse parti di una cucina, in modo che tutto risulti non solo bello da vedere, ma anche e soprattutto pratico e funzionale nell’utilizzo quotidiano.

Per poter ideare un progetto il più razionale e organizzato possibile per la propria cucina bisogna partire innanzitutto dall’analisi dello spazio che si ha a propria disposizione. In questo senso, dovremo innanzitutto capire se ci troviamo a fare i conti con uno dei cosiddetti “angoli cottura”, da inserire all’interno del living, o se invece parliamo di una vera e propria cucina abitabile; in entrambi i casi comunque bisognerà valutare per prima cosa quali sono le dimensioni dello spazio di cui effettivamente possiamo disporre, quale sia la sua conformazione in pianta ed anche dove si posizionano al suo interno elementi quali finestre, portefinestre, porte e qualunque altro elemento che possa in qualche misura influire con la progettazione o, inseguito, interferire fisicamente o visivamente con la cucina.

Schizzo cucina lineare

Chiaramente non ci si potrà esimere dal considerare anche dove sono posizionati gli allacciamenti e gli attacchi di acqua, gas e corrente, per poterne disporre dove servono; ma soprattutto quando ci si accinge a progettare una cucina non si può non prendere in considerazione il cosiddetto “triangolo di lavoro”, che all’interno di un ambiente di questo tipo serve ad identificare tre aree funzionalmente distinte, una per la cottura, una per il lavaggio ed una per la dispensa e la preparazione dei cibi.

Chiaramente esistono regole ben chiare e precise che, valutando il rapporto reciproco tra queste tre attività, permettono di  dislocarne in modo strategico le rispettive funzioni di appartenenza in modo tale da renderne più facile e pratica l’interazione e la fruizione. Vediamo dunque di analizzare rapidamente quali possano essere le situazioni più frequenti che si incontrano nella abitazioni moderne, in modo da identificare per ciascuna la soluzione cucina migliore possibile.

Cominciamo a parlare delle cucine cosiddette abitabili, ovvero intese come locali a sè stanti, separate dal resto della casa tramite pareti ed una porta e che secondo quanto prescritto dai regolamenti edilizi e d’igiene per essere considerate tali devono avere una superficie minima di 9 mq (anche se talora in alcuni comuni questo numero viene ulteriormente ridotto fino a 7,5 mq).

In questi frangenti solitamente ci si trova a fare i conti o con locali dalla pianta rettangolare o con ambienti pressochè quadrati (ad esempio da 3×3 o 4×4 mq). Ovviamente, inutile dire che nelle case moderne è molto difficile trovare cucine più ampie di quanto prescritto come minimo, per cui talvolta fare in modo che ci stia tutto alla perfezione può diventare un’impresa ed è questo il motivo che porta a preferire la creazione di un ambiente unico e spazioso che si fonda con il living.

DIsegno cucina con isola e zona snack con sgabelli

In alcune case un pò più datate, poi, ci si trova spesso a fare i conti con il cosiddetto cucinino, un piccolo ambiente dedicato esclusivamente alla preparazione dei cibi, che andranno invece consumati nell’adiacente sala da pranzo, con cui questo locale normalmente comunica in maniera diretta.

In questi frangenti lo spazio è davvero ridotto ai minimi termini: se la pianta del locale è quadrata in genere si opta per una configurazione ad L o al limite anche ad U, a seconda che vi siano come minimo 120 cm tra una parete attrezzata e quella opposta oppure no; altrimenti per locali molto stretti e molto lunghi ovviamente si ricorre alla più classica soluzione in linea.

In tutti i casi per evitare di appesantire eccessivamente ambienti molto piccoli, che se troppo pieni potrebbero davvero creare un senso di claustrofobia, il consiglio è quello di non utilizzare troppi pensili e soprattutto non particolarmente alti, ma di cercare soluzioni di più ampio respiro, magari dotate di cappa d’arredo e di mensole a giorno.

Inoltre bisogna sempre fare molta attenzione anche alla posizione della porta d’accesso della cucina, specie se questa è una classica porta a battente (il problema invece non sussiste qualora si disponga di porte scorrevoli, chiaramente non a vista, ma incassate a parete!) perché potrebbe interferire con l’apertura delle ante e dei cassetti dei mobili; sarà bene valutare di non collocarvi nelle vicinanze un’area di lavoro per la quale poi la fruizione potrebbe essere possibile solo a porta chiuse (dietro la porta meglio sempre posizionare la dispensa o un mobile per il ricovero delle scope e dei vari detergenti per la casa!).

Sostanzialmente anche quando la cucina è più ampia i criteri compositivi sono gli stessi: se la stanza è stretta e lunga la configurazione in linea è quasi un obbligo, mentre se ci si trova dinnanzi ad un locale a pianta rettangolare in cui il lato corto è di almeno 2,4 metri si potranno disporre gli elementi, almeno in parte, su due pareti contrapposte, stando sempre attenti a dislocare adeguatamente le varie funzioni ed a garantire la facile fruizione di ogni elemento, in modo che anche con ante e cassetti aperti ci si possa muovere! In ambienti quadrati o rettangolari, ma abbastanza comunque ampi, è possibile optare anche per  una composizione ad angolo, che si sviluppi in continuità lungo due pareti tra loro ortogonali.

Disegno cucina realizzato al conputer

Si tratta di una soluzione che è tranquillamente possibile impiegare anche per cucine posizionate all’interno del living: in questi casi però è importante far attenzione a come si sviluppa la zona d’angolo, che può presentarsi effettivamente come un angolo retto, per cui si configurerà essenzialmente come un piano di lavoro con al di sotto basi particolari, dotate di cestelli rotanti che consentano di sfruttare a pieno lo spazio interno, piuttosto che come un elemento di raccordo a 45° rispetto alle due “ali”, al di sopra del quale  si potranno posizionare anche i fuochi o il lavello.

Altra alternativa è quella di optare per una disposizione a C o ad U, che dir si voglia: si tratta di una configurazione molto avvolgente che si chiude un po’ in sé, per cui in genere viene utilizzata o nei locali molto piccoli ed esclusivamente destinati alla preparazione dei cibi, dove vi è necessità di compattare molte cose in poco spazio, o in ambienti molto ampi ed in diretto collegamento con la zona giorno, dove i mobili della cucina fungono da ampia cornice di contorno. In questi casi il problema dell’angolo si presenta per ben due volte ed è bene affrontarlo nello stesso modo sui due lati (per cui optare o per sue angoli smussati o per due angoli vivi!).

La composizione lineare è di certo la più comune, sia quando si parla di cucina abitabili che di angoli cottura ed è sbagliato pensare che si tratti di una soluzione standard, ideale solo per spazi rigidi e ristretti, perché sovente essa viene preferita anche quando c’è abbondanza di spazio proprio in virtù del fatto che concentrando e sviluppando ogni cosa lungo un’unica parete si rende l’ambiente maggiormente fruibile ed arioso.

Chiaramente se si dispone di molti metri quadri, sia che si parli di una cucina in senso stretto piuttosto che di una zona del living, ci si potrà sbizzarrire come meglio si crede, anche a seconda dell’effetto che desideriamo ottenere e dell’importanza che desideriamo dare alla zona cucina; oggi in effetti, specie quando si parla di configurazioni che fanno il loro ingresso nel living, è molto frequente l’inserimento di una penisola che, magari attraverso un bancone attrezzato con degli sgabelli, funga da elemento di connessione tra due funzioni distinte.

Disegno cucina ad angolo

Per gli amanti del design e per chi può disporre di spazi ancor più ampi ed al contempo di un budget piuttosto cospicuo si profila anche la possibilità di optare per una soluzione ad isola, che in genere integra e completa una composizione in linea che gli si colloca alle spalle e che qualora preveda la zona cottura al centro dell’isola, ovviamente necessiterà di opportune dotazioni impiantistiche, ma si configurerà come protagonista indiscussa dal forte impatto estetico e scenico.

In tutti i casi esistono poi delle altezze e delle dimensioni standard per i vari elementi in modo che questi siano orientati a criteri di ergonomia che ne facilitino l’utilizzo; infine è bene rispettare alcune regole dettate dal buon senso, per cui ad esempio, è bene tener presente che quando la nostra composizione cucina si sviluppa anche al di sotto di una o più superfici finestrate in corrispondenza di queste ultime sarebbe meglio collocarvi un piano da lavoro ed evitare invece di posizionarvi sia il lavello, che i fuochi, che comunque potrebbero invece essere messi nelle vicinanze della stessa per favorire il cambio d’aria e la dispersione di cattivi odori, fumi e vapori.

Talvolta effettivamente vedendo una cucina, o comunque lo spazio ad essa destinato nel living, completamente vuoto, si fa fatica ad immaginare come si potrebbe sviluppare una composizione il più funzionale e razionale possibile; il consiglio è quello di affidarsi a degli esperti che sapranno consigliarvi e soprattutto potranno proporvi delle alternative facendovi vedere tramite semplici rappresentazioni tridimensionali quale potrebbe essere l’effetto finale.

Non è necessario incaricare un progettista ed investire grandi somme di denaro: se vi recate in qualunque negozio specializzato nella vendita, realizzazione e progettazione di cucine troverete sicuramente del personale qualificato pronto ad aiutarvi nell’impresa fornendovi varie soluzioni con i relativi preventivi di spesa.

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