Il trattamento delle pareti di cucina

rivestimento murario cucina

A cosa serve avere un rivestimento sulle pareti della cucina e perché è sempre consigliabile

Quando si parla di progettazione di una cucina si pensa sempre alla composizione della stessa e di conseguenza al tipo di conformazione che questa dovrà avere, al suo stile, nonché all’attrezzatura e agli elettrodomestici di cui si desidera dotarla; ma di primo acchito quello a cui viene più spontaneo pensare non è di certo la scelta della pavimentazione o del rivestimento murario, che sono invece le primissime cose di cui bisogna occuparsi, ovviamente scegliendole anche in virtù del tipo di arredo che si pensa di andare ad inserirvi.

Mentre un tempo però, sia per il bagno che per la cucina, era consuetudine piastrellare tutte quante le pareti dei locali, peraltro a tutt’altezza o quasi, oggi invece, per svariati motivi, sempre più frequentemente, sia in caso di ristrutturazione che di progettazione di nuovi ambienti, si decide di rivestire solo le pozioni di muratura che effettivamente è bene che risultino in un certo qual modo “protette”.

In effetti in cucina ed in bagno la necessità di avere un rivestimento murario è dettata da motivi pratici ed igienici e non è certo un vezzo o un’abitudine senza un preciso fondamento logico, per cui almeno in parte è necessario inserire un qualche rivestimento, che peraltro non può essere scelto unicamente in base ai propri gusti, ma oltre a risultare esteticamente valido dovrà avere bene determinate caratteristiche tecniche.

Oggi poi, in molti casi, al posto delle tradizionali piastrelle si decide si ricorrere ad altre tipologie di rivestimento, così da ottenere un effetto visivo differente da quello a cui siamo abituati; questo è chiaramente possibile a patto di non dimenticarsi la funzione del rivestimento che è quella di proteggere il muro dall’acqua, dal calore, dal vapore e dalle macchie e dagli schizzi che inevitabilmente si producono cucinando.

Vediamo dunque di analizzare brevemente quali sono i fattori da tenere in considerazione nel momento in cui ci si accinge a scegliere un rivestimento per la nostra cucina e su quali opzioni possiamo contare al di fuori delle classiche piastrelle ceramiche.

Il ruolo del rivestimento in cucina

Iniziamo dunque a capire a cosa serve avere un rivestimento sulle pareti della cucina e perché è sempre consigliabile, almeno in parte, prevederne uno.

La cucina all’interno di qualunque casa è per eccellenza uno degli ambienti più “sporchi” e difficili da gestire da un punto di vista dell’ordine e della pulizia, poichè ogni giorno si deve cucinare (in genere anche più di una volta al dì) ed ogni qualvolta lo si fa inevitabilmente si producono fumi, vapori, macchie e schizzi vari: per quanto si possa essere meticolosi ed ordinati cucinare senza sporcare è pura utopia (a meno di non vivere riscaldando cibi precotti al microonde!).

Inoltre in molte famiglie, ovviamente quando gli spazi lo consentono (perché oggi la cucina abitabile è diventata quasi un lusso), i pasti vengono, non solo preparati in cucina, ma anche consumati all’interno della stessa, per cui le occasioni di sporcare si moltiplicano: briciole e cibi che cadono a terra, bevande che accidentalmente si versano, mestoli e stoviglie che scivolano di mano e chi più ne ha più ne metta, senza contare che molte sostanze che si utilizzano quotidianamente in questo ambiente, sia tra quelle chimiche che si usano per le pulizie che tra quelle più naturali che compongono i cibi (come ad esempio caffè e limone), se entrano a contatto con alcune particolari superfici possono causare danni irreparabili.

 

Il rivestimento murario serve dunque a garantire protezione a quelle porzioni di parete che si suppone siano maggiormente sottoposte a tutti i “pericoli” sopraelencati; per questo motivo è bene prevederne la presenza quantomeno nella zona dedicata alla cottura ed alla preparazione delle pietanze, ovvero: dietro i fuochi, l’area di lavoro ed il lavello.

Inoltre da un punto di vista prettamente visivo il rivestimento murario, di qualunque tipo esso sia, rappresenta un pò l’immagine di sfondo della nostra cucina e può essere considerato alla stregua di una cornice: un quadro incorniciato in malo modo per quanto bellissimo non sarà mai giustamente valorizzato e lo stesso dicasi per la cucina, che per quanto bella ed accattivante se contornata da un rivestimento del tutto inappropriato non apparirà mai al massimo delle sue potenzialità; per cui la sua scelta non può essere trascurata!

Quali porzioni di muro rivestire

Veniamo ora al grande dilemma: meglio rivestire tutte le pareti della cucina o solo quella destinata alla preparazione dei cibi? A tutt’altezza oppure no? Fino ad una decina d’anni or sono era scontato vedere il rivestimento di cucina applicato su tutti i muri della stessa e peraltro a tutt’altezza o quasi (diciamo almeno fino ad 1.80-1.90, ma anche oltre).

Oggi invece sempre più spesso si decide non solo di optare per un rivestimento da applicare unicamente dietro le pareti attrezzate, ma il più delle volte si realizza solo una fascia, che si estende per circa un metro, partendo da un’altezza di 80 cm dal pavimento, in modo da coprire quella porzione di muratura compresa tra il piano di lavoro e la base dei pensili. Ovviamente quando si prevede la presenza di  una cappa d’arredo o di scaffalature aperte bisognerà assicurarsi la continuità del rivestimento anche ad altezza maggiore, almeno per le porzioni di parete che rimangono a vista dietro questi elementi.

Le motivazioni sono molteplici: innanzitutto è sempre più frequente trovarsi a progettare cucine inserite all’interno della zona giorno, per cui la loro presenza dovrà essere il più possibile discreta ed armonizzarsi nel migliore dei modi con l’arredo del living; poi c’è da dire che mentre un tempo si ricorreva a rivestimenti ceramici piuttosto standard (per lo più piastrelle 10×10 cm), ora invece è usuale l’utilizzo di soluzioni alternative, come i mosaici o tessere di pietra particolari, che hanno un costo decisamente superiore (sia per quanto concerne la posa che per il prezzo del materiale steso), per cui si tenta (giustamente) di limitare i costi e gli sprechi, quando è possibile (come in questo caso).

Infine oggi da molti il rivestimento murario non è molto apprezzato da un punto di vista estetico e dunque si limita il suo impiego a quelle porzioni di pareti in cui effettivamente ce n’è necessità (infondo nella zona in cui si posiziona il tavolo difficilmente si sporcherà il muro, ma piuttosto sarà il pavimento l’elemento più sensibile ed esposto al rischio!).

Rivestimento come e quale scegliere

Come appena accennato, molti oggi trovano che rivestire le pareti dia all’ambiente cucina un aspetto troppo tradizionale, poco moderno e poco elegante: le classiche piastrelle da 10×10 cm sono sempre meno in voga, ciò non toglie che, sebbene in piccola parte, ad un qualche rivestimento bisogna pur pensare!

Nella scelta chiaramente l’estetica ed il gusto personale di ciascuno rivestono un’importanza predominante: innanzitutto bisogna scegliere un rivestimento che ci piaccia e che si intoni perfettamente con la pavimentazione e poi questo dovrà anche essere adeguato e perfettamente in sintonia, sia in termini di materiale, che di colore, di dimensione dei singoli elementi e di tipologia di finitura, con l’arredo che pensiamo di adottare.

Ad esempio se si è scelto di optare per una cucina ultramoderna dovremo pensare a superfici che garantiscano il medesimo effetto, per cui propenderemo per una resina colorata o per delle piastrelle in gres effetto metallico, o ancora per un pannello in vetro o in acciaio; diversamente se si opta per una cucina country, o rustica dovremo orientarci verso il cotto, piuttosto che il legno o piastrelle decorate; così come in una cucina classica magari penseremo ad un bel marmo, magari in continuità con il top.

Allo stesso modo, qualora si sia deciso di acquistare una composizione cucina bianca o nera, allora si potrà pensare di affidare al rivestimento murario il compito di portare un tocco di colore e personalità al tutto, magari optando per un mosaico multicolor o un pannello decorato; al contrario se i mobili sono già di una tonalità piuttosto accesa e brillante (ad esempio rosso, verde mela o arancio) sarà bene prevedere un rivestimento più neutro, che potrà essere molto chiaro, piuttosto che molto scuro.

Quando si decide di optare per un rivestimento ceramico risulta essere fondamentale anche la scelta del formato da adottare: fino a qualche decennio fa in genere per questo tipo di applicazione si utilizzavano quasi esclusivamente piastrelle standard 10×10 cm, oggi invece le possibilità sono davvero tantissime ed ovviamente bisognerà capire qual è quella che meglio si adatta alle nostre esigenze, ai nostri gusti e soprattutto che meglio si abbina al nostro pavimento ed allo stile che caratterizza la nostra cucina.

In commercio possiamo trovare formati maxi, particolarmente adatti ad ambientazioni moderne, come possono essere i loft, magari abbinate ad effetti metallici molto high tech, piuttosto che formati più tradizionali, ma non solo quadrati (10×10, 15×15, 10×20, 5×10, ecc..); molto di moda oggi poi sono i mosaici, i quali possono anch’essi essere di vario tipo (ceramici o vetrati) e soprattutto le tessere possono avere dimensioni che vanno dal mezzo cm, fino ai 2,5 cm, l’una. Per diminuire i costi ed i tempi di posa dei mosaici esistono anche piastrelle 20×20 cm o 30×30 cm, già preformate da tessere con relativi giunti, oppure strisce di mosaico premontate su rete per le quali effettuare solo i giunti. Leggermente più grandi sono le piastrelline effetto vintage ed assolutamente in voga anche quelle a striscioline orizzontali, da posare sfalsate le cui dimensioni, si aggirano attorno al cm di altezza per una decina di cm in lunghezza.

Le alternative alle classiche piastrelle

Per tutti coloro che proprio non ne vogliono sapere di piastrelle e mosaici, le alternative oggi sono molteplici, tutte ugualmente valide da un punto di vista pratico e tutte diversissime per resa finale e costi, motivo per cui bisognerà valutarle in base ai nostri gusti ed al budget di cui possiamo disporre.

La cosa più semplice, rapida ed economica è optare per l’applicazione di una tinteggiatura ad hoc, che in genere risulta essere lucida e garantisce che le superfici su cui viene stesa si possano pulire facilmente, si asciughino velocemente e non assorbano acqua.

Allo stesso modo è possibile optare per particolari carte da parati, come quelle in vinile, tutto sta nello scegliere la finitura, il colore e/o la fantasia più consone al nostro ambiente e soprattutto la “carta” più resistente e facile da pulire! Sul mercato oggi, poi, possiamo trovare innumerevoli quantità di pannelli appositamente pensati per rivestire la parete della zona cottura.

Anche tra questi ve ne sono di vario tipo, a seconda del materiale con cui vengono realizzati (che potrà essere metallico, piuttosto che in polietilene, o anche in vetro), del loro spessore e del tipo di decorazione e/o colorazione che vi si desidera applicare; molti infatti possono essere realizzati anche fornendo una fantasia o un disegno da parte del cliente e questo garantisce un’altissima personalizzazione e la piena soddisfazione dell’utente finale! Non sono da escludere anche: la pietra, che potrà essere posata sia a mò di pannello piuttosto che sotto forma di piccole tesserine, magari con un aspetto volutamente grezzo, il legno (a patto che venga opportunamente trattato), il vetro, l’acciaio, la resina e perfino i mattoni (per uno stille pizzeria un po’ rustica, perfetto anche nei loft).

Mai trascurare l’aspetto pratico

Ovviamente dovendo il rivestimento delle pareti di cucina avere una funzione pratica, prima ancora che estetica, nella scelta è assolutamente necessario tener conto dell’aspetto manutentivo della questione, in relazione all’uso quotidiano che se ne fa, accertandosi che la superficie muraria risulti facilmente pulibile e resistente sia al calore, che all’umidità, così come alle macchie ed all’aggressione da parte di agenti chimici, quali quelli contenuti nella maggior parte dei detergenti domestici.

Per questo motivo uno dei materiali più utilizzati è il gres porcellanato, che resiste bene sia agli urti che alle macchie ed è facile da pulire.

La pietra ed il legno sono invece da evitare la prima perché troppo soggetta al rischio di macchiarsi ed il secondo invece perché oltre al problema delle macchie presenta anche controindicazioni alla vicinanza con l’acqua, l’umido, il calore ed il fuoco. Vi sono però anche pietre, per lo più quarzi o agglomerati in pasta contenenti polveri di quarzo, che sono assolutamente indistruttibili e non temono davvero nulla (certo il loro costo non li rende proprio accessibili a tutti!).

Qualora invece si voglia ricreare la texture che questo tipo di materie può offrire si potrà pensare di ricorrere ad un rivestimento decorativo in resina che ne riproduca le fattezze; la resina è perfetta anche perchè si può creare un unico tipo di rivestimento per pavimentazione e pareti e si ottiene una superficie continua senza giunti e dunque decisamente pratica ed igienica, inoltre è semplice da posare ovunque tipo, è resistentissima ed offre una personalizzazione senza eguali.

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